giovedì 24 settembre 2015

Il fascismo degli animalisti (e di chi li autorizza)

Passo indietro, a ritrattare un argomento ampiamente dibattuto qualche mese fa: lo scontro epico Palio vs animalisti.
Mi piacerebbe affrontare a freddo l'argomento, da altra ottica, a mio avviso molto interessante.


Nei giorni infuocati dell'epica battaglia, mi imbattei per caso in uno scritto di Francesco Erspamer, Professore di Lingue e Letterature Romanze e responsabile degli Italian Studies alla Harvard University (vedi foto).
E, fra beceri commenti, prese di posizione assurde, decisioni idiote, il cielo si rischiarò immediatamente.
La presa di posizione di Erspamer era netta, contro gli animalisti. Ma non fu questo che mi colpì, quanto le motivazioni della scelta.
Secondo il professore, il dato di fatto - che trovo assolutamente coerente - è che gli animalisti in fondo non sono che dei globalisti, che si muovono non su una questione economica ma morale; e che su questa base vorrebbero imporre su scala mondiale non consumi, ma costumi.
Con il tentativo, al pari delle multinazionali che ormai dominano la nostra esistenza, di "omogeneizzare il mondo, trasformarne la straordinaria varietà di esperienze in un multiculturalismo da supermercato, pre-selezionato e uguale ovunque".
In sostanza, il globalismo del neocapitalismo era ciò che più atterriva, ad esempio, Pasolini, che vi individuava la vera forma di fascismo.
Gli animalisti cioè, in maniera consapevole, e dietro la scusa dell'amore per i cavalli (che a Siena penso non ci possa insegnare nessuno), hanno in realtà apportato tutto il loro disprezzo per le differenze che non sono quelle da essi stessi santificate, imponendo una etica universale: la loro.
Splendide parole, che mi trovano assolutamente concorde.
Risultato di tutto ciò?
Sentite ciò che scrive Erspamer: "Possibile che [gli animalisti] non si rendano conto che l’attenzione della stampa per la loro protesta deriva unicamente dall'interesse delle multinazionali e dei loro regimi a indebolire una passione (il Palio) e una struttura sociale (le Contrade) da loro non controllate, in modo da poterle poi disneyficare?".
E possibile, aggiungo io, che chi ha dato l'autorizzazione a manifestare - e quindi ha fornito una incredibile visibilità - a queste mostruosità non abbia colto il problema cui accenna il professore, vale a dire l'indebolimento di una struttura sociale così anti-contemporanea e pertanto poco controllabile?
Oppure chi ha dato l'autorizzazione era perfettamente cosciente di tale processo e pertanto questa ulteriore fase di indebolimento è stata scientificamente avallata?
Non lo sapremo mai (ma un'idea ce l'avrei...); la sostanza tuttavia non cambia.



"È lo scontro che deciderà, nei prossimi anni, il futuro della civiltà umana: da una parte chi crede che esistano una sola verità e una sola giustizia, un modello assoluto di bene; e vuole obbligare gli altri ad adeguarsi, distruggendo stati e comunità. Dall’altra parte chi ancora crede che le condizioni necessarie della democrazia e della ricerca di eguaglianza e felicità siano la molteplicità e inconciliabilità delle culture e dei progetti sociali". (F. Erspamer, www.lavocedinewyork.com, 16.08.2015)

12 commenti:

  1. Però dice che in quell'ambiente (degli animalisti e affini) si trombi abbestia

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    1. Non lo sapevo. Se così fosse, puoi cancellare subito ciò che c'è scritto sull'articolo

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  2. Condivido, stracondivido ... Su un punto non sono d'accordo: dietro l'autorizzazione a manifestare non c'è nessun pensiero scientifico complottista semplicemente perché non c'è nessun pensiero ... tuttavia, come dici giustamente, la sostanza non cambia. Cecco

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  3. Piano ad osannare però un "essere"come a Pierpaolo Pasolini:le sue vicende giudiziarie ed i suoi "vizietti"direi che dovrebbero quantomenno pareggiare la bilancia della sua intelligenza e Cultura.
    Andiamoci piano a farne un "modello",quindi:c'è stato senza dubbio di meglio nel 900 italiota!

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    1. Nel pezzo sopra Pasolini non mi pare sia preso a modello di alcunche, è utilizzato solo per confermare una idea del prof. Erspamer.
      Del resto (vicende giudiziarie, vizietti) potremmo stare a parlarne per giorni; non mi pare il caso farlo qui.
      La cosa importante è che, anche attraverso Pasolini, sia arrivato il senso di quanto scritto: ognuno poi si farà una propria idea.

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  4. La mia idea conferma il tentativo scientifico di distruggere ed indebolire ogni forma di pensiero incontrollabile, indi libero.
    Tutto cominciò negli anni 70 svuotando i rioni, smontando pezzo per pezzo quel concetto "superiore" di "Senesità " con la esse maiuscola, distruggendo la colonna vertebrale della città.
    Ora in mezzo alle macerie si aggirano dei "pazzi" che predicano al vento...
    Te sei uno di questi.
    Ti voglio bene.
    Marco

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    1. Grazie Marco. Prendo questo tuo commento come un grande complimento, di cui andrò davvero fiero. Con la speranza che i "pazzi" aumentino e che il pensiero incontrollabile - indi libero - si diffonda.

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  5. Segnalo anche Tauroetica, di Fernando Savater.

    «Se questo animalismo diventasse dominante, si realizzerebbe la forma perfetta di protezione degli animali: l' estinzione. E del resto, qual è oggi l' animale perfetto e più conosciuto e amato? Il dinosauro. Sta lì nel nulla. A Jurassic Park, vive una vita magnifica. I veri barbari sono coloro che non distinguono uomini e animali. Caligola che fece senatore un cavallo e uccise centinaia di persone che non apprezzava. Quello era un barbaro. Perché trattava gli uomini come gli animali e gli animali come gli uomini».

    Brancaleone

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  6. Scusa se ricommento ma non vorrei essere frainteso. E' vero che la "normalizzazione" si è abbattuta su Siena (e sul resto dell'Italia) a partire dagli anni 70, complici i mezzi di informazione (Pasolini docet) ed il consumismo come nuova ed unica ideologia ammessa, ma è anche vero che il popolo, prima spesso convivente con la miseria e qualche volta anche con la fame si è fatto volentieri abbindolare dal nuovo sistema. Ciò non toglie che il prezzo da pagare alla modernità sia stato troppo alto ovvero la perdita delle identità ... ma da qui a pensare che il Valentini sia uno strumento consapevole di questa deriva non ci credo ... ma forse sono io che sottovaluto l'uomo. Comunque sia viva il pensier libero! Cecco

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    1. Anche io non ho certezze (e lo evidenzio nel testo), nè mi interessa puntare il dito contro il Valentini - ci poteva essere Fuffolo a fare il sindaco di Siena, la questione non cambiava.
      Ma sto intendendo una cosa: che il Potere difficilmente opera a caso.
      I nostri politicanti, ormai, rispetto ad una certa dignità di base che ammantava quelli di qualche decennio indietro, mi paiono ormai più macchiette che altro, sicuramente strumenti in mano a qualcuno che li comanda.
      Ma non per questo essi sono innocui, nè sprovveduti. "Lo scemo del villaggio" o "l'utile idiota" (e sia chiaro che non mi riferisco a nessuno in particolare), insomma, sono pedine ben consapevoli a mio avviso di esprimersi in tal senso, complici di un gioco che ha obiettivi ben precisi.
      In tal caso, l'annientamento di una cultura - pur criticabile a tantissimi livelli - che il Potere fatica a controllare e che dà fastidio, come tutto ciò che non è ancora standardizzato.
      Sì,lo so, son complottista marcio; o forse ormai arteriosclerotico.
      Però io mi cautelerei...

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  7. "In sostanza, il globalismo del neocapitalismo era ciò che più atterriva, ad esempio, Pasolini, che vi individuava la vera forma di fascismo."
    Come si fa a dichiarare una castroneria del genere??? IL Facismo (quello vero) è assolutamente anti-capitalista. L'estrema desta (quella attuale) può essere ricondotta a questo pensiero e non a caso l'estrema destra è la massima espressione di anti-fascismo! Non confondiamo questi due pensieri diversi alla base e negli sviluppi! Grazie.

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    1. Infatti... Penso che tu stia dicendo la stessa cosa di Pasolini, così a occhio e croce...

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