mercoledì 6 dicembre 2017

La rilevanza sociale

Fuori dal tribunale c'era gente. Non tanta (secondo i sogni miei e la narrazione di certi "giornalisti"), ma nemmeno poca. Gente che ha fisicamente accompagnato altra gente, "incredibilmente" in attesa di giudizio..
Ok, l'avverbio "incredibilmente" lo metto io in modo forzato. Vedremo poi se, secondo la legge e le interpretazioni della stessa, esisterà o meno la possibilità di inserirlo con più logica successivamente. Io intanto lo scrivo, poi si vedrà...
Come spesso capita in questo blog, non si danno giudizi di merito. Nè per chi era presente (magari tralasciando una mezza giornata di lavoro), né per chi non era presente (magari non potendo tralasciare una mezza giornata di lavoro), né per chi di questa cosa importa sega, né per chi su questa cosa basa un ragionamento rivoluzionario.
Analizziamo invece i fatti e soprattutto due dichiarazioni dei primi momenti, che a mio avviso sono fondamentali per capire il contesto in cui nasce e si dipana questa vicenda.
Il PM Natalini, con decine di persone fuori dal tribunale ad accompagnare amici e conoscenti, all'inizio si era opposto all'ingresso delle telecamere in aula, dichiarando che il dibattimento "non aveva rilevanza sociale".
Ora, mettendo da parte il fatto che telecamera più o telecamera meno le cose a Siena si risanno (e quindi, tanto vale lasciare un documento oggettivo che le riporta fedelmente), mi soffermo a riflettere sulla motivazione della presa di posizione del PM, la mancata "rilevanza sociale" dell'evento.
Pensiamoci, bene... l'affermazione assume un valore fondante.
Il Palio e le Contrade sono in modo oggettivo (e tralascio ancora ogni giudizio di merito) un dato su cui riflettere quando ci si confronta sul territorio senese. Dato sociologico, economico, antropologico, financo politico. Per cui, dire a Siena che non esiste per un processo per 68 contradaioli per fatti di Palio una rilevanza sociale è una affermazione, ci si passi il pensiero, un po' contorta. Cosa riveste, altrimenti, a Siena una "rilevanza sociale"? 
Eppure, pur reputandola - da Senese - affermazione un po' bislacca, penso che la storia degli ultimi e dei prossimi anni (giudiziaria e non), debba per forza confrontarsi con tale interpretazione di Natalini, che mi sentirei di estendere un po' a tutto il mondo inquirente e giudicante delle Istituzioni locali; per cui non sarebbe davvero male se qualcuno, in pubblica sede, potesse far intendere di cosa si stia davvero parlando, quando si discute di "fronteggiamenti" e non di "risse" fra contradaioli.
E quindi a mio avviso in modo geniale l'avv. De Mossi, al di là di aver richiesto di far entrare le telecamere in aula, esclama: "La gente presente oggi è la dimostrazione plastica di quanto conti la cultura e la tradizione per i senesi, che sono vivi e attivi quando si toccano i loro riti, il Palio è ben vivo. Per noi, a dispetto di quanto dice il pm, c'è assoluta rilevanza sociale in questo procedimento". Ma soprattutto l'avvocato punta sul dibattimento, all'interno del quale si capirà "dove arriva il limite della norma penale e dove arriva il Palio e le sue peculiarità, e quindi come integrarle". Dove il termine più importante è proprio l'ultimo, il verbo "integrare". Splendido pertanto, per tutti Noi e non solo per i suoi assistiti, l'iter di De Mossi, pregno di cultura cittadina, buon senso, sensibilità per le singole pretese delle parti. Attenzione, perché il rischio è che, con la procedura adottata da De Mossi, si possa incorrere in una (bella) pagina di riscrittura di storia contemporanea paliesca. Staremo a vedere...
Morale della favola.
Stiamo assistendo, in questo piccolo/grande evento che coinvolge la Contrada generalmente intesa, ad un processo di destituzione soggettiva di livello comunitario, tradizionalistico, collettivo e solidale, che appare ormai chiaro in ogni contesto della nostra vita. In questo mondo di merda, forse deve ormai esistere soltanto il gesto del singolo soggetto privato e non di un gruppo che lo raccolga insieme ad altri e rappresenti, in modo pluralistico, i suoi bisogni. La Contrada è a forte rischio di essere sempre più anti-storica e fastidiosa, soprattutto quando si parla di controllo e di inquadramento giuridico. Nell'era contemporanea liberista, la società deve basarsi su basi non-sociali e anti-comunitarie, prefigurando pertanto un modello visionario darwiniano e robinsoniano, dove il più forte/ganzo/foloso/ammanicato la vince sugli altri. E solo sulla immaginaria figura di questo individuo autoreferenziale, probabilmente, il processo sarà svolto.
Giusto pertanto, a nostro avviso, perlomeno tentare di ribaltare questa interpretazione di fondo e ributtare il senso del confronto nel contesto della Tradizione, termine con il quale molti (anche foresti) si sciacquano la bocca quando è il momento di farsi belli, ma che implica anche approfondimenti non usuali. Tradizione che, in questo caso, vuol dire conferire "rilevanza sociale" ad un gesto che, in altre città ed in altri contesti, assumerebbe totalmente altra natura.
Wiatutti, per ciò che potrà, in questo processo non sarà neutrale. Parteggerà per gli indagati e per la lucida visione di De Mossi.



"Le idee non possono realizzare nulla. Per realizzare le idee, c'è bisogno degli uomini, che mettono in gioco una forza pratica".

(K. Marx)

1 commento:

  1. "Nell'era contemporanea liberista, la società deve basarsi su basi non-sociali e anti-comunitarie, prefigurando pertanto un modello visionario darwiniano e robinsoniano, dove il più forte/ganzo/foloso/ammanicato la vince sugli altri."

    QUESTO CONCETTO SPIEGA PERFETTAMENTE IL DECLINO DEI VALORI, DELLE PERSONE E QUINDI DELLA SOCIETA' NEGLI ULTIMI 20 ANNI !!! ORA SIAMO ARRIVATI AL FONDO DEL BARILE DOVE IL SOCIALE E' MERDA E NON DEVE ESISTERE E IL PERSONALISMO EGOISTICO DEL TIRARLO IN CULO AL PROSSIMO E' ORO, E' UN MERITO ASSOLUTO! CHE SCHIFO !!!

    I POTERI FORTI A TUTTI I LIVELLI SI SONO BEN VOLENTIERI ADEGUATI A TALI CONCETTI..

    RispondiElimina